⚠️ Importante: Questo strumento fornisce esclusivamente una stima indicativa. La legge italiana (Art. 337-ter, comma 4, del Codice Civile) non prevede alcuna formula matematica per il calcolo dell'assegno di mantenimento dei figli. L'importo viene determinato dal giudice caso per caso. I risultati si basano su percentuali osservate nella prassi dei tribunali italiani e non hanno alcun valore legale. Consulta sempre un avvocato matrimonialista.
Come viene determinato l'assegno di mantenimento?
L'assegno di mantenimento dei figli è il contributo economico che il genitore non collocatario deve versare a favore della prole dopo una separazione o un divorzio. L'Art. 337-ter, comma 4, del Codice Civile stabilisce che ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, individuando i seguenti criteri:
- Le esigenze attuali del figlio: istruzione, salute, attività sportive e ricreative, abbigliamento, alimentazione
- Il tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza dei genitori
- I tempi di permanenza presso ciascun genitore
- Le risorse economiche di entrambi i genitori (redditi da lavoro, patrimonio immobiliare, capacità lavorativa)
- La valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore
Non esiste una tabella ufficiale ministeriale né un algoritmo di legge. Ogni tribunale può adottare prassi e protocolli interni diversi: il più noto è il Protocollo del Tribunale di Milano, che fornisce linee guida indicative basate su fasce di reddito e numero di figli.
Come funziona questo stimatore
Il nostro strumento applica le percentuali osservate nella prassi tribunalizia italiana per fornire una stima di massima:
- 1 figlio: circa il 25% del reddito netto del genitore con reddito più elevato
- 2 figli: circa il 40%
- 3 o più figli: circa il 50%
A queste percentuali di base si aggiungono eventuali maggiorazioni per affidamento esclusivo (+5%), situazione abitativa in affitto (30% del canone) e sproporzione tra i redditi dei genitori (+5% se il rapporto supera 3:1, ulteriore +5% se supera 5:1). La percentuale complessiva è comunque limitata al 60% del reddito del genitore pagante.
Il risultato è presentato con una fascia di oscillazione del ±20%, che riflette la variabilità effettiva riscontrata nelle decisioni giudiziarie italiane.
La rivalutazione ISTAT
L'assegno di mantenimento viene generalmente sottoposto a rivalutazione annuale automatica secondo l'indice ISTAT FOI (Famiglie di Operai e Impiegati). Per il 2026, l'indice di rivalutazione è stimato allo 0,8%. La rivalutazione è prevista nella quasi totalità dei provvedimenti giudiziari e opera automaticamente senza necessità di un nuovo ricorso al tribunale.
Quando rivolgersi a un avvocato
Questo strumento può essere utile per avere un'idea di massima dell'importo, ma non sostituisce in alcun modo la consulenza legale. È fondamentale rivolgersi a un avvocato matrimonialista quando:
- Si sta affrontando o valutando una separazione o un divorzio
- Si desidera modificare un assegno già stabilito (per cambio di circostanze)
- Esistono situazioni particolari (figli con disabilità, redditi irregolari, patrimoni complessi)
- Il genitore obbligato non versa l'assegno stabilito
Un professionista potrà valutare la situazione specifica e assistere nella negoziazione o nel procedimento giudiziario, ottenendo un risultato calibrato sulle reali esigenze della famiglia.