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Calcolo Rendimento Affitto

Calcolo Rendimento Affitto su calcolatore.online: Calcola il rendimento netto di un immobile in affitto. Rendimento lordo e netto, cash flow mensile, imposte e anni di recupero investimento. Strumento gratuito, risultato istantaneo. Inserisci i dati e premi Calcola.

Come funziona il calcolatore del rendimento affitto

Questo strumento calcola il rendimento netto di un investimento immobiliare destinato alla locazione. Tiene conto di tutte le voci di costo: spese condominiali, IMU, assicurazione, manutenzione, imposte e periodi di sfitto.

Rendimento lordo vs rendimento netto

Il rendimento lordo è il rapporto tra l'affitto annuo e il valore dell'immobile. È un indicatore rapido ma fuorviante, perché non considera le spese reali.

Il rendimento netto sottrae tutte le spese e le imposte, fornendo il vero ritorno sull'investimento. La differenza tra lordo e netto in Italia è tipicamente di 1,5-3 punti percentuali.

Il calcolo delle imposte

La tassazione degli affitti in Italia prevede due opzioni:

IRPEF ordinario: il canone di locazione (ridotto del 5% come forfait spese) si somma al reddito complessivo e viene tassato secondo gli scaglioni IRPEF (23-43%). Si aggiungono addizionali regionali e comunali.

Cedolare secca: imposta sostitutiva del 21% (o 10% per contratti a canone concordato) applicata sull'intero canone. Non si paga imposta di registro né bollo. Il canone non fa cumulo con gli altri redditi.

Le spese da considerare

Un errore comune è calcolare il rendimento considerando solo l'IMU. Le spese reali includono:

  • IMU: imposta municipale, variabile per comune e categoria catastale
  • Spese condominiali: la quota non ribaltabile sull'inquilino (straordinarie, amministratore)
  • Assicurazione: polizza incendio e RC proprietà
  • Manutenzione: una stima prudente è lo 0,5-1% del valore dell'immobile all'anno
  • Sfitto: periodi senza inquilino, tipicamente 1-2 mesi/anno

Confronto con altri investimenti

Il rendimento netto medio dell'immobiliare in Italia si attesta tra il 2% e il 5%. Per valutare se l'investimento è conveniente, confrontalo con:

  • BTP a 10 anni: rendimento ~3,5% (2026)
  • ETF azionario globale: rendimento medio storico ~7% (ma con volatilità)
  • Conti deposito: rendimento ~2-3%

L'immobiliare offre però il vantaggio della leva finanziaria (mutuo) e della rivalutazione del bene nel tempo.

Per un'analisi completa, usa il nostro calcolatore IMU per stimare l'imposta e il calcolatore della cedolare secca per confrontare i regimi fiscali. Se stai valutando l'acquisto, consulta il calcolatore del mutuo.

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Domande Frequenti

Qual è un buon rendimento per un affitto?
In Italia, il rendimento lordo medio degli immobili residenziali in affitto si aggira tra il 4% e il 7%, con variazioni significative tra città e periferia. Il rendimento netto (dopo imposte e spese) è generalmente inferiore di 1,5-3 punti percentuali. Un rendimento netto del 3-4% è considerato buono nelle grandi città, mentre in città medie e piccole si può arrivare al 5-6%. Rendimenti superiori al 7% lordo spesso comportano rischi maggiori (sfitto, morosità).
Cedolare secca o IRPEF: quale conviene?
La cedolare secca al 21% conviene se il tuo scaglione IRPEF marginale è superiore al 25% (reddito lordo sopra i 28.000 €). La cedolare al 10% per i canoni concordati è quasi sempre conveniente. Con la cedolare secca non si pagano imposta di registro (2% del canone) e bollo sul contratto, e il canone non si somma al reddito IRPEF. Lo svantaggio è che non puoi aggiornare il canone con l'inflazione (ISTAT).
Cosa sono i mesi di sfitto e come stimarli?
I mesi di sfitto sono i periodi in cui l'immobile resta vuoto tra un inquilino e l'altro. Una stima prudente è 1 mese/anno per immobili in zone ad alta domanda (centri città, zone universitarie) e 2-3 mesi/anno per zone meno richieste. Lo sfitto erode il rendimento: 1 mese di sfitto riduce le entrate dell'8,3%. Per minimizzarlo: mantieni l'immobile in buone condizioni, proponi un canone di mercato e inizia la ricerca del nuovo inquilino con anticipo.
Quali spese sono a carico del proprietario?
Il proprietario sostiene: IMU e TARI (se non ribaltata), spese condominiali straordinarie, manutenzione straordinaria dell'immobile, assicurazione, imposta di registro (50%, salvo cedolare secca), compenso amministratore. L'inquilino paga: spese condominiali ordinarie (pulizia, luce scale, ascensore), piccola manutenzione ordinaria, utenze. Le riparazioni per usura sono a carico del proprietario, quelle per incuria dell'inquilino.
Come si calcola il rendimento netto di un immobile?
Il rendimento netto si calcola in 3 passaggi: 1) Entrate nette = canone annuo × mesi effettivi; 2) Spese = IMU + condominio proprietario + assicurazione + manutenzione + imposte (cedolare secca o IRPEF); 3) Rendimento netto = (Entrate - Spese) / Valore immobile × 100. Ad esempio: immobile da 200.000 €, affitto 800 €/mese, 11 mesi effettivi = 8.800 €. Spese totali 3.500 €. Rendimento netto = (8.800 - 3.500) / 200.000 = 2,65%.