Come funziona il confronto mutui
Questo calcolatore ti permette di mettere a confronto due mutui diversi in modo immediato e completo. Inserisci importo, tasso e durata per ciascun mutuo e ottieni un confronto affiancato di rata mensile, interessi totali e costo complessivo.
Quando usare il confronto mutui
Il confronto tra mutui è utile in diverse situazioni:
- Tasso fisso vs variabile: è il confronto più comune. Inserisci il tasso fisso proposto dalla banca nel Mutuo A e il tasso variabile attuale nel Mutuo B per vedere la differenza immediata di rata e costo.
- Durate diverse: vuoi capire se conviene un mutuo da 20 o 30 anni? Lo stesso importo e tasso con durate diverse produce risultati molto diversi.
- Offerte di banche diverse: hai ricevuto due preventivi e vuoi confrontarli? Inserisci i dati di ciascuno per capire quale conviene davvero.
- Importi diversi: stai valutando se comprare un immobile più costoso con un mutuo maggiore? Confronta le due opzioni.
Come leggere i risultati
La differenza rata indica quanto paghi in più o in meno al mese scegliendo un mutuo rispetto all'altro. Un valore positivo significa che il Mutuo A ha una rata più alta del Mutuo B.
La differenza costo totale è il dato più importante per una valutazione complessiva. Anche se un mutuo ha una rata leggermente più alta, potrebbe costare meno nel complesso grazie a una durata più breve. Su 25-30 anni, differenze di tasso apparentemente piccole (0,3-0,5%) si traducono in migliaia di euro di differenza.
L'impatto della durata sugli interessi
Uno degli aspetti più sottovalutati nella scelta del mutuo è l'impatto enorme della durata sugli interessi totali. Ecco un esempio concreto:
Per un mutuo di 200.000 € al 3,5%:
- 20 anni: rata 1.160 €, interessi totali 78.312 €
- 25 anni: rata 1.001 €, interessi totali 100.379 €
- 30 anni: rata 898 €, interessi totali 123.092 €
La rata scende di soli 262 € passando da 20 a 30 anni, ma il costo totale aumenta di quasi 45.000 €. Questo strumento ti aiuta a visualizzare questi numeri e a trovare il giusto equilibrio tra sostenibilità della rata e costo complessivo.
Fisso vs variabile: come decidere
Nel 2026 il panorama dei tassi è in evoluzione. La BCE ha avviato una fase di riduzione dei tassi di riferimento, rendendo il variabile (basato sull'Euribor) più attraente rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, il tasso fisso (basato sull'IRS) offre la certezza assoluta della rata.
Come regola generale: se la differenza tra fisso e variabile è inferiore a 1 punto percentuale, il fisso offre un ottimo rapporto qualità-tranquillità. Se supera 1,5 punti, il variabile diventa economicamente più interessante ma con il rischio di future oscillazioni.
Usa questo strumento per quantificare esattamente la differenza e valuta anche le spese notarili e l'IMU per avere un quadro completo dei costi dell'acquisto casa.