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Forfettario vs Ordinario: Quale Conviene nel 2026?

Confronto completo tra regime forfettario e ordinario nel 2026: requisiti, aliquote, coefficienti di redditività, IVA, INPS, vantaggi e svantaggi con esempi pratici per freelance e P.IVA.

9 min di lettura

Forfettario e ordinario: le differenze fondamentali

Quando apri la Partita IVA in Italia, la scelta del regime fiscale è la decisione più importante dei primi anni di attività. Il regime forfettario offre semplicità e un'aliquota ridotta, ma impone limiti e rinunce. Il regime ordinario è più complesso ma permette di dedurre tutti i costi reali e di applicare l'IVA.

Per un confronto numerico immediato sulla tua situazione specifica, usa il Calcolo Forfettario vs Ordinario.

Il regime forfettario nel 2026

Requisiti di accesso

Per accedere al regime forfettario nel 2026 devi rispettare tutti questi requisiti:

  • Ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro nell'anno precedente
  • Redditi da lavoro dipendente non superiori a 30.000 euro (se hai anche un lavoro subordinato)
  • Spese per personale non superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Non devi partecipare a società di persone, SRL in trasparenza, o associazioni professionali
  • Non devi fatturare prevalentemente (>50%) all'ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti
  • Non devi essere residente fiscalmente all'estero (salvo UE/SEE con scambio informazioni)

Come si calcola il reddito

Il reddito imponibile non si basa sui costi reali, ma su un coefficiente di redditività stabilito per legge in base al codice ATECO:

Attività (codice ATECO)CoefficienteEsempio su 50.000 euro
Commercio al dettaglio40%20.000 euro
Commercio all'ingrosso40%20.000 euro
Servizi di alloggio/ristorazione40%20.000 euro
Intermediari del commercio62%31.000 euro
Costruzioni, immobiliare86%43.000 euro
Attività professionali78%39.000 euro
Consulenza informatica67%33.500 euro
Altre attività economiche67%33.500 euro

Le aliquote

  • 15% come regime ordinario forfettario
  • 5% per i primi 5 anni di nuova attività (a condizione di non aver esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti)

Esempio: consulente informatico con 50.000 euro di fatturato

VoceImporto
Fatturato50.000 euro
Coefficiente di redditività (67%)33.500 euro
− Contributi INPS Gestione Separata (26,07%)−8.733 euro
Reddito imponibile24.767 euro
Imposta sostitutiva (15%)3.715 euro
Totale tasse + INPS12.448 euro
Netto37.552 euro

Con l'aliquota startup al 5%: imposta = 1.238 euro, netto = 39.029 euro.

Per generare il calcolo dettagliato della tua fattura, usa il Calcolo Fattura Freelance.

Il regime ordinario (semplificato)

Come funziona

Nel regime ordinario semplificato (il più comune per le P.IVA individuali), il reddito imponibile è dato dalla differenza tra ricavi reali e costi effettivamente sostenuti e documentati. Si applicano le aliquote IRPEF progressive a scaglioni.

Esempio: lo stesso consulente in regime ordinario

VoceImporto
Fatturato50.000 euro
− Costi deducibili reali−8.000 euro
− Contributi INPS (26,07% su 42.000)−10.949 euro
Reddito imponibile IRPEF31.051 euro
IRPEF lorda (23% su 28.000 + 33% su 3.051)7.447 euro
− Detrazioni (lavoro autonomo, mutuo, etc.)−1.200 euro
IRPEF netta6.247 euro
+ Addizionali (circa 2%)621 euro
Totale tasse + INPS17.817 euro
Netto32.183 euro

In questo esempio, il forfettario vince nettamente: 5.369 euro in più all'anno rispetto all'ordinario.

Verifica con il Calcolo IRPEF l'impatto delle aliquote progressive sul tuo reddito.

Quando il forfettario conviene (e quando no)

Il forfettario conviene se:

  1. I tuoi costi reali sono bassi — Se spendi meno di quanto prevede il coefficiente forfettario, paghi meno tasse. Un consulente che lavora da casa con un laptop ha costi molto inferiori al 33% che il coefficiente "regala".

  2. Fatturi sotto gli 85.000 euro — Ovviamente.

  3. I tuoi clienti sono privati — I privati non detraggono l'IVA, quindi per loro il forfettario è un vantaggio (pagano di meno).

  4. Non hai detrazioni IRPEF rilevanti — Se non hai mutuo prima casa, figli a carico, spese mediche importanti, le detrazioni IRPEF "perse" nel forfettario pesano poco.

  5. Vuoi semplicità — Niente registri IVA, niente fatturazione elettronica con IVA (solo il tracciamento), niente liquidazioni IVA, contabilità minima.

Il forfettario NON conviene se:

  1. Hai costi reali elevati — Se affitti un ufficio (12.000 euro/anno), hai un collaboratore (15.000 euro), compri attrezzature, i costi reali superano il forfait e il regime ordinario diventa più vantaggioso.

  2. I tuoi clienti sono aziende — Le aziende preferiscono fornitori con IVA, perché la detraggono. Senza IVA, il tuo prezzo diventa un costo pieno per loro.

  3. Hai diritto a molte detrazioni — Mutuo, figli, ristrutturazione: nel forfettario non puoi utilizzare nessuna detrazione IRPEF (perché non paghi IRPEF).

  4. Lavori con l'estero — Nel regime ordinario puoi applicare il reverse charge e il meccanismo intra-UE. Nel forfettario le operazioni estere sono più complesse.

  5. Vuoi crescere oltre gli 85.000 euro — Se prevedi di superare il limite, pianifica in anticipo il passaggio.

I contributi INPS: la voce più pesante

Per molti freelance e artigiani, i contributi INPS pesano più delle tasse stesse.

Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa)

Voce2026
Aliquota26,07% (senza altra copertura)
Base imponibile forfettarioReddito coefficientato
Base imponibile ordinarioReddito effettivo
MinimaleNessuno

Gestione Artigiani e Commercianti

Voce2026
Aliquota~24% (variabile per fascia)
Minimale annuo~4.200 euro
Riduzione forfettari35% (su richiesta)

La riduzione del 35% per i forfettari è un'opzione da valutare attentamente: riduce l'esborso immediato ma anche i contributi figurativi per la pensione futura.

Calcola l'importo esatto dei tuoi contributi con il Calcolo Contributi INPS.

Break-even: a che fatturato conviene passare all'ordinario?

La risposta dipende dal coefficiente ATECO e dai costi reali. Ecco un'analisi per un'attività con coefficiente 78% (professionista):

FatturatoCosti realiTasse + INPS ForfettarioTasse + INPS OrdinarioPiù conveniente
30.000 euro3.0008.09310.200Forfettario
50.000 euro8.00013.48817.878Forfettario
50.000 euro20.00013.48812.150Ordinario
70.000 euro10.00018.88425.940Forfettario
70.000 euro30.00018.88417.200Ordinario

Regola empirica: se i tuoi costi reali superano il 35-40% del fatturato, il regime ordinario inizia a essere competitivo.

Per il confronto esatto sulla tua situazione, il Calcolo Forfettario vs Ordinario ti mostra entrambi gli scenari affiancati.

IVA: vantaggi e svantaggi

ForfettarioOrdinario
IVA in fatturaNoSì (22% standard)
Detrazione IVA acquistiNo
Liquidazioni IVANoTrimestrale/mensile
Vantaggio per clienti privatiSì (prezzo inferiore)No
Vantaggio per clienti aziendaliNo (costo pieno)Sì (detraggono)

Per capire l'impatto dell'IVA sulle tue operazioni, consulta il Calcolo IVA.

Come scegliere: checklist pratica

  1. Stima il tuo fatturato annuo previsto
  2. Elenca tutti i costi deducibili reali
  3. Verifica il tuo coefficiente di redditività ATECO
  4. Calcola le detrazioni IRPEF a cui rinunceresti
  5. Considera il tipo di clienti (privati vs aziende)
  6. Valuta la semplificazione amministrativa
  7. Confronta i due scenari con il nostro calcolatore

Fonti e riferimenti

Domande Frequenti

Qual è il limite di fatturato per il regime forfettario nel 2026?
Il limite di ricavi o compensi per accedere e rimanere nel regime forfettario nel 2026 è di 85.000 euro annui (lordi). Se superi questa soglia durante l'anno, esci dal regime forfettario a partire dall'anno successivo. Attenzione: se superi i 100.000 euro, l'uscita è immediata e retroattiva per l'intero anno, con obbligo di applicare l'IVA su tutte le fatture emesse. Il limite è stato alzato da 65.000 a 85.000 euro dalla Legge di Bilancio 2023.
Quanto si paga di tasse con il forfettario?
Con il regime forfettario si paga un'imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata sul reddito imponibile. Il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività ai ricavi: ad esempio, per un consulente informatico (codice ATECO 62) il coefficiente è del 67%, quindi su 50.000 euro di fatturato il reddito imponibile è 33.500 euro e l'imposta è 5.025 euro (15%) o 1.675 euro (5%). A questa si aggiungono i contributi INPS.
Quando conviene il regime ordinario rispetto al forfettario?
Il regime ordinario conviene quando: hai costi reali superiori a quelli forfettizzati dal coefficiente (es. affitto studio, dipendenti, attrezzature); hai diritto a detrazioni IRPEF significative (mutuo prima casa, figli a carico, spese mediche elevate); lavori prevalentemente con clienti esteri e vuoi recuperare l'IVA sugli acquisti; i tuoi clienti sono aziende che necessitano di fatture con IVA per la detrazione. In generale, se i costi reali superano il 30-40% del fatturato, il forfettario potrebbe non essere conveniente.
Come funzionano i contributi INPS con il forfettario?
I contributi INPS nel forfettario dipendono dalla cassa previdenziale. Per gli artigiani e commercianti iscritti alla Gestione INPS, si paga circa il 24% del reddito imponibile (coefficientato), con un minimale annuo di circa 4.200 euro anche se il reddito è basso. I professionisti iscritti alla Gestione Separata pagano il 26,07% (senza minimale). I forfettari possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi alla Gestione Artigiani/Commercianti, rinunciando però a una parte della copertura previdenziale.
Si può emettere fattura con IVA nel regime forfettario?
No, chi è in regime forfettario non applica l'IVA sulle proprie fatture (operazione esente ex art. 1, comma 58, L. 190/2014). In fattura si indica "Operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 1, comma 58, L. 190/2014". Questo è un vantaggio per i clienti privati (pagano meno) ma uno svantaggio per i clienti aziendali che non possono detrarre l'IVA. Inoltre, il forfettario non può detrarre l'IVA sugli acquisti propri.