Guida alle aliquote contributive INPS 2026
I contributi previdenziali INPS sono versamenti obbligatori che finanziano le prestazioni pensionistiche e assistenziali. L'aliquota varia significativamente in base alla categoria lavorativa: dipendenti, artigiani, commercianti o professionisti.
Contributi dei lavoratori dipendenti
Per i dipendenti privati, il costo contributivo totale è del 33% della retribuzione lorda:
- 9,19% a carico del lavoratore (trattenuto in busta paga)
- 23,81% a carico del datore di lavoro
Per la quota di retribuzione che supera i 52.190 € annui, l'aliquota del lavoratore sale al 10,19% (contributo aggiuntivo IVS dell'1%). Il datore di lavoro versa anche contributi aggiuntivi per malattia, maternità, disoccupazione (NASpI), INAIL e TFR, portando il costo effettivo a circa il 40% della retribuzione lorda.
Contributi di artigiani e commercianti
Artigiani e commercianti versano contributi in proprio con un sistema a reddito minimale più eventuale conguaglio:
- Contributo fisso minimo: calcolato sul reddito minimale (circa 18.415 €), versato in 4 rate trimestrali (maggio, agosto, novembre, febbraio)
- Contributo percentuale: se il reddito supera il minimale, si versa la differenza con l'aliquota piena
Le aliquote 2026 sono 24,00% per artigiani e 24,48% per commercianti (lo 0,48% in più è il contributo INPS maternità). Per i collaboratori sotto i 21 anni le aliquote sono ridotte.
Gestione Separata INPS
La Gestione Separata riguarda professionisti senza cassa previdenziale propria, collaboratori e altre figure atipiche:
- 26,07% per professionisti senza altra copertura previdenziale (include 0,72% maternità + malattia)
- 24,00% per chi ha già un'altra copertura (es. dipendente che ha anche P.IVA)
- 35,12% per collaboratori coordinati e continuativi (ripartiti 1/3 e 2/3)
I professionisti in regime forfettario hanno una riduzione del 35% dei contributi per i primi 5 anni di attività.
Contributi e busta paga
Nella busta paga del dipendente, i contributi INPS a carico del lavoratore (9,19%) vengono trattenuti prima del calcolo dell'IRPEF. Questo significa che sono deducibili e riducono il reddito imponibile. Ecco perché lo stipendio netto è significativamente inferiore al lordo: oltre alle tasse, ci sono i contributi previdenziali.