Come funziona il calcolo dello split payment
Lo split payment (scissione dei pagamenti) è un meccanismo introdotto dall'art. 17-ter del DPR 633/1972 che modifica il normale flusso dell'IVA nelle forniture alla Pubblica Amministrazione.
Il meccanismo
Nel regime ordinario, il fornitore incassa l'intero importo (imponibile + IVA) e poi versa l'IVA all'Erario. Con lo split payment:
- Il fornitore emette fattura con IVA ma incassa solo l'imponibile
- La PA versa l'IVA direttamente all'Erario
Come funziona il calcolatore
Inserisci l'imponibile della fornitura e seleziona l'aliquota IVA. Il calcolatore mostra il totale fattura, l'IVA, l'importo effettivamente incassato dal fornitore e la quota IVA versata dalla PA.
Esempio pratico
Per una fornitura di beni alla PA per 10.000 euro + IVA al 22%:
- Totale fattura: 12.200 euro
- Incasso fornitore: 10.000 euro (solo imponibile)
- IVA versata dalla PA all'Erario: 2.200 euro
Chi è soggetto allo split payment
Lo split payment si applica alle operazioni verso:
- Stato, Regioni, Province, Comuni e loro consorzi
- Enti del Servizio Sanitario Nazionale
- Camere di commercio, università, enti previdenziali
- Società controllate direttamente o indirettamente dalla PA
- Società quotate nell'indice FTSE MIB
Impatto sul fornitore
Il fornitore non incassa l'IVA, quindi non la versa in sede di liquidazione periodica. Questo genera frequentemente crediti IVA (l'IVA sugli acquisti supera l'IVA incassata). Per mitigare questo effetto, è previsto il rimborso prioritario del credito IVA entro 3 mesi dalla richiesta.
Esclusioni
Sono esclusi dallo split payment: i compensi soggetti a ritenuta d'acconto, le operazioni in regime di reverse charge, le piccole spese (economali) e i professionisti in regime forfettario.